tag:blogger.com,1999:blog-221760309775290091.post-62605696154926051452007-08-25T15:46:00.001+02:002008-01-18T12:07:53.058+01:00Slint: Spiderland<a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_ynDaxq96Vvg/RtAvv1YmJBI/AAAAAAAAAGQ/ut2y5PkeV4k/s1600-h/cover.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://bp3.blogger.com/_ynDaxq96Vvg/RtAvv1YmJBI/AAAAAAAAAGQ/ut2y5PkeV4k/s320/cover.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5102630876641371154" border="0" /></a><br /><span style="color: rgb(255, 255, 102);"><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /></span><span style="color: rgb(255, 255, 255);"><br /></span><span style="color: rgb(255, 255, 102);"><span style="color: rgb(255, 255, 255);">Finito di registrare nell'ottobre 1990, uscito il 27 marzo 1991</span><br /><span style="color: rgb(255, 255, 255);">Prodotto da Brian Paulson</span><br /><br /><br />Tracklist<br /></span><ol><li>"Breadcrumb Trail" – 5:55</li><li>"Nosferatu Man" – 5:34</li><li>"Don, Aman" – 6:24</li><li>"Washer" – 8:48</li><li>"For Dinner…" – 5:04</li><li>"Good Morning, Captain" – 7:39</li></ol><span style="font-style: italic;">All songs by Slint</span><br /><br />Ah, gli Slint, i Velvet Underground degli anni '90! Ah, la decostruzione del rock, la scomposizione dei singoli elementi dell'hardcore giovanile con lo scopo di riassemblarli in qualcosa di inedito, di finalmente nuovo!<br />Ah, 'Spiderland'! Il disco più influente del suo decennio, il punto di partenza per il post-rock, il math-rock, il geek-maggot-bingo rock!<br />Riascolto questo disco, questo capolavoro ancora una volta per scriverne qualcosa a mente fresca e l'unica cosa che mi viene in mente è: sì, bello, però diocristo, cheppalle.<br />Per fare un esempio pratico - e di attualità - gli Slint sono come Antonioni: una persona con un minimo di cultura cinematografica afferra facilmente quello che il cineasta recentemente scomparso voleva dire con i suoi film e soprattutto con il suo modo di fare cinema. Un altro discorso è che questa stessa persona riesca a non addormentarsi durante una proiezione non-stop delle sue opere.<br />Ecco, gli Slint sono un po' così: sono bravi, le canzoni le sanno sicuramente scrivere, arrangiare ed orchestrare in ogni singolo cambio di tempo, ogni passaggio piano/forte, melodia/rumore. Questo già mi basta per dare loro quattro stelle. Però non mi parlate di capolavoro assoluto, prego. E non mi fate paragoni con i Velvet Underground. I Velvet Underground ristrutturarono il rock in nuove configurazioni allo scopo di preservarne lo spirito ormai soffocato in forme stagnanti. Reed e compagni erano eversivi e scioccanti quanto il caro vecchio Jerry Lee Lewis e in certi casi ancor di più.<br />Gli Slint invece fanno post-rock, ovvero un gioco intellettuale praticato sul cadavere del rock, lo smembramento di una salma, al massimo un'autopsia. Un gioco al quale ogni appassionato di musica deve stare, anche giustamente mi sento il dovere di aggiungere.<br />Ma le lodi dei critici non possono dare comunque al disco quello che gli manca, ovvero l'anima, lo spirito del rock, il farti venire voglia di battere il piedino e di uscire a fare cose dissennate e vandaliche. Gli Slint sono così ieratici nell'esposizione della loro musica che ti viene voglia di prenderli a schiaffi. Le canzoni partono con lentezza per poi accendersi in esplosioni distorsive tutto sommato prevedibili. Le lyrics sono criptiche e a volte pregne di un vago senso di inquietudine, ma mai veramente disturbanti.<br />Con gli stessi elementi un certo Black Francis qualche anno prima era riuscito per davvero ad assemblare un nuovo linguaggio per il rock, capace allo stesso tempo a portarne avanti anche l'attitudine, l'anima oltre che il cervello. E riuscendo comunque nell'impresa di farti scuotere la testa a tempo, superando peraltro raramente i tre minuti per canzone.<br />Ma passiamo alla tracklist in dettaglio: l'iniziale 'Breadcrumb Trail' è probabilmente l'episodio più fresco e originale a livello di songwriting, il talento compositivo di Pajo, MacMahan e soci è qui innegabile. La successiva 'Nosferatu Man' mantiene il livello alto, reggendosi su un ritmo irregolare e un livello di distorsione chitarristica superiore alla media dell'intero album. È il pezzo "rock", quello che ci tiene desti.<br />Ancora bene la terza traccia, 'Don, Aman' capace di mettere a segno una successione di accordi suggestiva e non banale. Ecco, i problemi iniziano da qui. Gli Slint infatti a questo punto hanno già esaurito il loro repertorio di "trucchi", di formule musicali, e nelle tre canzoni che rimangono non fanno che riproporli, solo in maniera più dilatata e quindi più pallosa. Infatti, la quarta traccia 'Washer' non è altro che una 'Don, Aman' meno incisiva e con almeno un paio di minuti di troppo (sfora gli otto minuti). 'For Dinner...' è uno strumentale che non lascia traccia e la conclusiva 'Good Morning, Captain' è un riciclaggio del riff di 'Nosferatu Man' però stavolta più quieto, prevalentemente acustico, ma comunque ridondante in fatto di durata (oltre i sette minuti e mezzo).<br />Gli Slint si scioglieranno dopo quest'album, a riprova del fatto che avessero già detto tutto quello che avevano da dire. La loro influenza sulla musica a venire sarà meno diffusa di quel che si pensa, e soprattutto sarà in buon misura all'insegna dell'autoreferenzialità (all'interno della grande famiglia del post-rock, per la maggior parte situata a Louisville, Kentucky, tutti amici o conoscenti di lunga data).<br />'Spiderland' è uno di quegli album che bisogna avere: lo si ascolta, lo si mette nello scaffale, ogni tanto lo si spolvera e una volta all'anno lo si ritira fuori per non sentirsi troppo in colpa con sé stessi.<br />Per il resto dell'anno invece giù di Ac/Dc, fino a farsi sanguinare le orecchie. O per rimanere in tema, i grandissimi Squirrel Bait, la prima band di MacMahon e Wilford, il seme dal quale tutta la pletora delle post-rock bands ha avuto origine.<br />Però ai tempi erano giusto dei ragazzini, per nulla eruditi, ma ancora in grado di fare il rock, quello vero, in una maniera da lasciarti senza fiato.<br />Yeah, I really hope I die before I get old.<br /><br /><span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 0, 0);font-size:130%;" >**** out of *****</span> (per non sentirmi in colpa)<br /><br /><a href="http://richiedaggersfiles.blogspot.com/2007/08/spiderland-lyrics.html">lyrics di quest'album</a>Richie Daggerhttp://www.blogger.com/profile/03441439309411205613noreply@blogger.com