lunedì 17 settembre 2007

Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo

di Ken Kesey
anno di pubblicazione: 1962
titolo originale: One Flew Over The Cuckoo's Nest
traduzione: Bruno Oddera
pagine: 394
costo: 8000 lire ai tempi (ora saranno quantomeno il doppio)
casa editrice: Rizzoli (serie BUR)



Quanto, quanto, QUANTO mi sta sul cazzo quando, parlando con chicchessia di libri e scappa fuori l'argomento 'Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo' mi giunge, ormai prevista ma per questo ancor più aborrita e schifata la seguente risposta: "Ho visto il film, molto bello".
E allora, a questo punto, tu dovresti mantenere intatta la calma zen tipica del detentore della sola e unica verità - ovvero che NON BASTA aver visto il film per dire di conoscere 'Qualcuno Volò Sul Nido del Cuculo' - e spiegare al malcapitato interlocutore che sì, il film è un gran bel film ma il romanzo è tutt'altra cosa, ti fa saltare via il cervello, che è forse una delle più belle opere di narrativa del caro vecchio Ventesimo Secolo. È una rabbia che fa bene il paio con quella che mi sale ora nel prendere in mano la mia copia del libro (e nel cercare su google un'immagine della medesima) e vedendo dappertutto solo il faccione del Nicho
lson, lui, il fagocitatore di personaggi. Nulla contro il caro vecchio Jack, per carità, però è anche vero che ormai McMurphy è impossibile immaginarselo con tratti somatici differenti dai suoi. Ma soprassediamo, stavo iniziando a parlarvi del libro, meglio non perdere il filo.

'Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo' è stato scritto da questo fricchettone qui a des
tra che risponde al nome di Ken Kesey, ed è uscito nell'anno di grazia del 1962. La trama, che avendo voi tutti già visto il film ben conoscete (stronzi) racconta dello scompiglio portato nel reparto di un ospedale psichiatrico diretto dalla frigida e (per usare un eufemismo) autoritaria infermiera Ratched da parte dell'attaccabrighe gaggio irlandese Randle P. McMurphy, il quale si fa passare per matto per evitare la gabbia quella vera. Incapace di nascondere e adattare la propria natura, McMurphy si scontrerà più volte con la Ratched e in generale l'ordine costituito, ignaro di ciò che spetta a chi perdura in tali comportamenti eversivi. Inoltre come se non bastasse il nostro dovrà fare i conti con l'apatia dei suoi compari di reparto, molti dei quali veramente matti ma alcuni semplicemente troppo deboli e spaventati dalla vita per affrontarla.
All' atto pratico, 'Qualcuno volò Sul Nido Del Cuculo' non è altro che un re-enactment del caro vecchio tema del nuovo testamento. McMurphy è un messia alquanto rozzo e scurrile eppure assolve in pieno il suo ruolo di vittima sacrificale e salvatore delle anime del popolo oppresso. Ed è proprio in questo che forse il film fallisce: questi è infatti troppo McMurphy-centrico, complice sicuramente anche la prova istrionica di Nicholson. Così si perde la magia e il mistero di un personaggio che non si dovrebbe esporre troppo, che dovrebbe essere visto solo da lontano, raccontato in terza persona. Ed è così che avviene nel libro, ove il pun
to di vista è quello di quest'altro ceffo qui, il capo Bromden, altro grandissimo forse ancor più di McMurphy. È lui la voce narrante; è lui, ancor più degli altri matti che fanno ottimo corollario, la vittima designata da tutto il consorzio civile in tutto l'arco della sua vita. Razzismo, esproprio, perdita dell'identità, guerra, elettroshock. Chi più ne ha più ne metta.
Però il capo è il più forte di tutti anche se non lo sa. Più forte degli altri matti, anche più di McMurphy. E soprattutto, più furbo. Lui sa che se svetti troppo prima o poi loro ti noteranno e quindi meglio stare zitti. Anche per una ventina d'anni o giù di lì.
I flashback della sua infanzia e della sua vita passata sono una delle cose migliori dell'intero libro, e la prima notte in cui parla con
McMurphy dopo tanti anni di silenzio è forse LA cosa migliore. La notte in cui spiega al compare che fine fecero fare a Pa'. La notte in cui cercherà di spiegargli che gli faranno fare la stessa fine.
Comunque lo sapete tutti come va a finire: McMurphy fa intravedere ai matti un breve spiraglio di cosa è per lui la vita. Questi si riveleranno per la maggior parte allievi attenti e dopo la sua morte faranno buon uso dei suoi insegnamenti. Il capo per la prima volta si rende conto di quanto è forte per davvero e scappa spatasciando tutto. La sua corsa finale verso la libertà è un altro grande archetipo, il personaggio che passate tutte le traversie è libero e non ha più paura. Come il soldato Joker nei campi in fiamme a cantare topolino. E ora basta, fatemi andare a dormire che mi son rotto.

In definitiva, leggetelo 'sto cazzo di libro, che ne vale la pena.