sabato 3 marzo 2007

The Velvet Underground: The Velvet Underground












Registrato nel dicembre 1968, uscito nel marzo 1969
Prodotto dai Velvet Underground e Val Valentin.

Tracklist:
1) "Candy Say
s" (Reed) – 4:02
2) "What Goes On" (Reed) – 4:52
3) "Some Kinda Love" (Reed) – 4:00
4) "Pale Blue Eyes" (Reed) – 5:38
5) "Jesus" (Reed) – 3:22
6) "Beginning to See the Light" (Reed) – 4:38
7) "I'm Set Free" (Reed) – 4:01
8) "That's the Story of My Life" (Reed) – 1:56
9) "The Murder Mystery" (Reed) – 8:53
10) "After Hours" (Reed) – 2:07

Non mi dilunghero più di tanto su questo. Esce Cale ed entra il bassista Doug Youle, che il management della band vuole con una mossa disperata imporre come il nuovo leader a scapito di Reed, visto l'ancor maggiore insuccesso commerciale di 'White Light/White Heat' rispetto al primo album. È lui a cantare nell' iniziale 'Candy Says', a dire il vero cercando di scimmiottare il tono mellifluo di Nico ( un po' come se io domani mi metto una maglia numero 9 del Milan comprata alla bancarella e vado in giro a dire: eccomi sono Van Basten. La stessa cosa ) con immaginabili risultati. Le canzoni sono tutte di Reed, il quale finalmente è libero di cercare il successo con le sue pop songs. Purtroppo ora che può farlo senza ostacoli sono proprio le melodie memorabili a latitare, tutte garbate ed eleganti quelle di quest'album ma mancanti comunque di quel 'qualcosa' che serve a scalare le charts. Almeno la presenza di un bassista fisso permette alla chitarra di Sterling Morrison di venire più fuori, e gli intrecci fra lui e Reed sono con tutta probabiltà strumentalmente la cosa migliore di tutto il lavoro. I brani più degni di nota sono i due di chiusura: la lunga 'The Murder Mystery' che cerca di rinverdire i fasti dei vecchi Velvet con una successione di accordi incalzante e un testo criptico recitato a quattro voci (due per canale, secondo la vecchia prassi); e la breve filastrocca dedicata alla notte di 'After Hours' cantata da Moe Tucker, forse l'unico pezzo veramente fresco di questa raccolta, sicuramente quello che riascolto più frequentemente, e che ha il merito di chiudere il disco facendone lasciare un buon ricordo, probabilmente migliore di quello che dovrebbe essere.

*** out of *****


Lyrics di quest'album