sabato 10 marzo 2007

Hüsker Dü: Metal Circus













Registrato nel 1982, uscito nel dicembre 1983
Prodotto dagli Hüsker Dü e Spot

Tracklist

  1. "Real World" – 2:27
  2. "Deadly Skies" – 1:50
  3. "It's Not Funny Anymore" – 2:12
  4. "First Of The Last Calls" – 2:48
  5. "Lifeline" – 2:19
  6. "Diane" – 4:42
  7. "Out On A Limb" - 2:39
È con questo mini di 7 canzoni (che originariamente doveva essere un lp da 11 pezzi, contenente tra le outtakes anche una prima versione di 'Standing By The Sea') e della durata complessiva di poco superiore ai 18 minuti che gli Huskers segnano il proprio esordio con la leggendaria etichetta californiana SST e allo stesso tempo fanno il "salto di qualità" accingendosi di lì a meno di un anno a registrare il loro capolavoro, il doppio album 'Zen Arcade'. Infatti, se con le precedenti prove i nostri s'erano ritagliati uno spazio di assoluto rilievo nella scena hard-core statunitense (ma sempre in una loro particolare maniera come stanno a testimoniare alcuni episodi, in special modo il loro primo devastante singolo 'Statues' del 1981), con questo mini riescono a definire ancora meglio un loro sound personale, sia a livello di tecnica che soprattutto di songwriting. Nel primo frangente è impossibile non notare - complice forse anche una qualità di registrazione superiore - l'enorme progresso tecnico fatto da Bob Mould come chitarrista. L' opener 'Real World' ne è il paradigma: stupendo riff circolare sparato a mille con la furia e la velocità tipica dell' hard-core ma con in più un'infinità di sottosuoni di dissonanze, di mini-riffs che scappan dal riff principale, come spinti da forza centrifuga. Ascoltare Mould in questo disco è come passare dalla bidimensionalità del tipico suono di chitarra hard-core (con le dovute eccezioni, su tutte Greg Ginn anche se questi era più lento e "pesante" di Mould), tutta giocata sul binomio velocità/rudezza a un suono in 3d, che finirà poi per influenzare generazioni di musicisti a venire. Per fare un esempio, se è vero che per ottenere il sound di J. Mascis basta prendere un qualsiasi disco del Neil Young 'rock' e raddoppiarlo di velocità, è altrettanto vero che per avere lo stesso risultato basterebbe prendere questo disco e dimezzarla. Eccolo, l'alternative, e non a caso una band come i Pixies (mica cazzi) aveva proprio gli Huskers tra i suoi principali modelli ispiratori agli inizi. Ma non è solo il sound la novità di questo ep: infatti, in 'Metal Circus' esce allo scoperto Grant Hart nelle vesti di songwriter e la band ne guadagna sia in freschezza pop (l'irresistibile ritornello di 'It's Not Funny Anymore', probabilmente vertice del disco assieme alla già citata 'Real World'), sia a livello creativo. Da qui nascerà il famoso binomio/rivalità tra Mould e Hart che porterà la band a nuovi picchi espressivi e infine, va detto, al suo scioglimento. Da notare infine le lyrics, mediamente molto più introspettive della media hard-core del periodo (potremmo definire gli Husker anche come predecessori dell'emo-core seppure non so se questo possa definirsi esattamente un vanto), trattanti in alcuni casi argomenti delicati come lo stupro e la violenza sulle donne ('Diane', il secondo contributo di Hart). In definitiva, questa è un' ottima prova da parte della band di Minneapolis - che a ben vedere un album brutto non l'ha mai fatto - che però soffre un po' della sua stessa brevità e della sua natura "transitoria". Il meglio i nostri lo daranno negli immediati anni a venire ma per il momento godiamoci questi Huskers non ancora leggenda, ma già meravigliosamente maturi e lanciati sulla via della grandezza.

*** and a half out of *****


Lyrics di quest'album